Cresce la tensione tra Russia e Georgia, dopo che il ministero dell'Interno di Tbilisi ha denunciato un raid da parte di due caccia-bombardieri russi, che avrebbero anche lanciato almeno un missile i cui resti sarebbero già stati recuperati. Secca la smentita di Mosca, che ha negato di aver violato i confini e di aver effettuato l'attacco. La Georgia ha convocato l'ambasciatore russo per protestare ufficialmente per l'episodio. Secondo le autorità georgiane, ieri sera due aerei Sukoi-24 sarebbero entrati nello spazio aereo della Repubblica caucasica. I velivoli avrebbero poi attaccato un'area spopolata che si estende a ridosso del territorio dell'Ossezia del Sud, provincia autonoma georgiana da anni in lotta per la secessione ed il ricongiungimento all'Ossezia del Nord, repubblica autonoma "gemella" che fa invece parte della Federazione russa. Il raid sarebbe avvenuto nei pressi del villaggio di Tsitelubani, a circa 65 chilometri a nord-ovest della capitale georgiana e ad appena una trentina da quella sud-ossetina, Tshinkvali, nei cui dintorni sono schierate truppe fedeli al governo centrale. Secondo le autorità di Tbilisi, gli aerei avrebbero lanciato almeno un missile aria-terra, ma è possibile che nella zona, che è stata isolata, se ne possano localizzare altri. In ogni caso, l'ordigno sarebbe rimasto inesploso e non ci sarebbero stati feriti, anche se il missile avrebbe colpito a poche decine di metri da una strada e da alcune case di contadini. Mosca ha smentito l'episodio. Repubblica.it
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