|
|
mercoledì, 04 giugno 2008, 23:05

Le vecchie abitudini sono dure a morire. In un famoso libro, «Il commissario svanisce», sono state raccolte centinaia di fotografie che durante l’epoca staliniana venivano ritoccate per correggere il passato e adeguarlo all’ortodossia del momento, come nella fantasia faceva con i giornali il protagonista di «1984» di George Orwell. Cancellato Trotskij, caduto in disgrazia e fuggito all’estero; cancellato Ezhov, capo della polizia segreta fucilato a sua volta. Oggi la Russia di Putin si limita il più delle volte a non dare il minimo spazio in televisione ai personaggi sgraditi al Cremlino ma, ogni tanto, va oltre, forse per il solito eccessivo zelo dei «volenterosi esecutori» degli ordini che arrivano dall'alto. Così è successo che un ospite «sgradito», arrivato per sbaglio alla registrazione di un dibattito televisivo, è stato veramente cancellato dalla base elettronica che poi è andata in onda. Corriere.it
Fotomontaggi dell'era sovietica
venerdì, 02 maggio 2008, 21:59
Combattere le restrizioni imposte ai mezzi di comunicazione arruolando nove milioni di russi. E' questa la scommessa lanciata dalla sede di Mosca del Bbc World Service, che ha stretto un accordo con la più grande piattaforma di blogger del Paese per ampliare il suo pubblico e contrastare il giro di vite del governo contro i mass media locali. Dalla scorsa settimana, i nove milioni di russi iscritti all'host gratuito di blog LiveJournal possono contribuire all'attività di Bbc News inviando storie e commenti. LiveReport, il nuovo canale della piattaforma, è infatti collegato con bbcrussian.com, la versione locale del sito World Service. “Gli utenti vogliono partecipare sempre di più alle scelte editoriali, commentare gli eventi e conoscere le opinioni degli altri”, afferma Sarah Gibson, direttrice del Bbc Russian Service. Con l'invito a collaborare proponendo degli articoli, la Bbc ha deciso di accontentare il proprio pubblico e di assicurarsi al contempo una fonte alternativa di raccolta delle notizie. Così facendo, viene capovolta la funzione sociale del giornalista, che non si limita più a produrre informazioni, ma comincia anche a riceverle dall'esterno, da chi prima svolgeva un ruolo di ricezione assolutamente passivo. Si tratta dell'evoluzione di quanto già accade in Vam Slovo (Dite la vostra), uno degli appuntamenti fissi di Bbc Russian, in cui gli ascoltatori e i lettori sono invitati a suggerire temi di discussione per la programmazione futura. Il progetto congiunto con LiveJournal rientra nel processo di apertura al pubblico e di cambiamento del modo di fare comunicazione che Bbc sta attuando in tutto il mondo. Ma in Russia l’iniziativa ha un significato più profondo. segue
martedì, 29 aprile 2008, 00:53
Non è vero che è tutto come nel passato. Ai tempi dell’Unione sovietica, del controllo del partito sulla stampa, i provvedimenti al Soviet supremo erano infatti sempre presi all’unanimità. L’altro giorno nel voto della Duma che ha abolito, per legge, la libertà di stampa nella Federazione russa, i favorevoli sono stati 339 e un deputato ha coraggiosamente votato contro. SI attende ora che il Senato approvi a sua volta il provvedimento (magari per acclamazione, per accelerare i tempi) e poi Putin sarà chiamato a sottoscrivere una legge che un parlamento ormai asservito ai suoi voleri gli ha offerto su un piatto d’argento. Articolo21
sabato, 26 aprile 2008, 15:00
Diffamazione e calunnia: d'ora in avanti i mezzi di informazione russi potranno essere sospesi o chiusi dall'autorità con queste accuse. Lo ha deliberato la Duma, Camera bassa del Parlamento, votando una legge a favore di nuove restrizioni sui mass media. Ufficialmente è un provvedimento come un altro, ma il fatto che negli ultimi mesi si sia molto parlato - e non solo in Russia - della presunta relazione tra il presidente Putin e la campionessa olimpica Alina Kabaeva, fa sorgere il dubbio che esista un nesso. Recentemente anche il tabloid russo Moskovskij Korrespondent ha parlato del presunto divorzio tra Vladimir Putin e la moglie Ljudmila, "sostituita" dalla 24enne, che è anche deputata di Russia Unita. Pochi giorni dopo l'editore del quotidiano ha licenziato il direttore. Lo spinoso argomento era stato trattato a bruciapelo anche durante la visita di Putin a Villa Certosa, ospite di Berlusconi: una giornalista aveva chiesto lumi sulla vicenda e il Cavaliere aveva mimato il gesto del mitra rivolto verso di lei. Il provvedimento è stato votato dalla Duma quasi all'unanimità (un contrario e 339 a favore). Ai sensi della nuova norma, la calunnia e la diffamazione consistono nella «diffusione di informazioni false deliberatamente dannose all’onore e alla dignità». Con sanzioni parificate a quelle previste per la promozione del terrorismo, l’estremismo e l’odio razziale. Il disegno di legge passa ora al Senato dove è più che probabile l’approvazione. Toccherà poi a Putin la firma definitiva. La bozza era stata presentata a gennaio dal parlamentare Robert Schlegel, ex attivista del Nashi (movimento giovanile pro Putin). La Duma ha respinto la prima proposta, ma ha approvato la nuova versione presentata da Schlegel dopo che il tabloid russo ha pubblicato il gossip su Putin. Ma chiaramente nel presentare il disegno di legge, il deputato non ha citato l'episodio.
mercoledì, 23 aprile 2008, 01:39
Non sarà chiuso, ma metterà la testa a posto il giornale che venerdì scorso in Sardegna ha suscitato le ire di Putin parlando di un suo divorzio dalla moglie Ludmila e di un prossimo matrimonio con una bella ginnasta ventiquattrenne. Notizie smentite categoricamente, che hanno portato Silvio Berlusconi, presente alla conferenza stampa assieme all’amico Vladimir, a puntare le mani atteggiate a mitraglietta alla giornalista che aveva chiesto conferma del presunto scoop. La reazione di Putin ha spinto l’editore di Moskovskij Korrespondent, a sospendere subito le pubblicazioni e a licenziare il direttore. Adesso, dopo la correzione di tiro («non avevamo controllato adeguatamente l’attendibilità della fonte»), il giornale tornerà in edicola. «Ma guarderà alla realtà in un altro modo », ha spiegato l’amministratore Artyom Artyomov. «Parlerà di più dei problemi quotidiani e meno di politica». Come a dire: non disturberemo più il manovratore. Il quotidiano era uscito con la storia di Putin e della bella Alina Kabayeva già l’11 aprile, ma nessuno l’aveva presa sul serio, sia perché Moskovskij Korrespondent vende pochissimo, sia perché fa parte di quel gruppo di pubblicazioni che qui chiamano con disprezzo Bulevarnaya Gazeta, giornali popolari, pieni di gossip e scarsamente attendibili. Ma venerdì in Costa Smeralda Natalya Melikova dell’autorevole Nezavisimaya Gazeta ha chiesto a Putin se era vero quello che si era letto sul quotidiano scandalistico. Il presidente russo non ha preso bene la domanda; ha detto che era tutto falso e ha aggiunto di non aver mai amato i giornalisti che «si impicciano della vita degli altri con il loro naso moccioloso e loro fantasie erotiche». Una frase forte che ha fatto scoppiare in lacrime la povera Natalya. All’editore di Moskovskij Korrespondent Aleksandr Lebedev si sono rizzati i capelli in testa. È un ex Kgb come Putin, e si dice che abbia fatto i soldi gestendo i fondi neri nascosti all’estero dalla sua organizzazione. Adesso fa il banchiere e dà già fastidio al Cremlino finanziando assieme a Gorbaciov Novaya Gazeta, il giornale indipendente per il quale lavorava anche Anna Politkovskaya, la giornalista uccisa sotto casa nel 2006. L’accendersi dei riflettori ha gettato nel panico Lebedev che è corso ai ripari. Naturalmente in tutte le dichiarazioni ufficiali si nega che l’intervento sul giornale sia stato motivato dallo scandalo Kabayeva. La vicenda è sintomatica del clima che si respira in questa fase di transizione. Anche storie come queste danno fastidio e non devono avere alcuna copertura dai media. Tra l’altro, la stragrande maggioranza dei russi non ha ancora sentito nemmeno parlare dell’intera vicenda. Le tv l’hanno taciuta completamente. Come hanno sorvolato sulla domanda di Natalya, sulla risposta di Putin e sulla mitraglietta di Berlusconi. Corriere.it
sabato, 19 aprile 2008, 13:51
Ci sono stati anche momenti di ilarità e di imbarazzo nella conferenza stampa congiunta di Silvio Berlusconi e Vladimir Putin al termine del loro faccia a faccia informale a Villa Certosa, residenza estiva del Cavaliere. La cornice già poco istituzionale è andata in frantumi alla prima domanda rivolta da una cronista russa a Putin sulla sua vita privata e in particolare su una sua nuova relazione con una ex modella, già oggetto di attenzioni da parte del gossip internazionale. Nella sala per qualche istante è calato il gelo. Putin è apparso per alcuni attimi un po' a disagio e come prima reazione ha avuto un accenno ad arrossire (solo in un secondo tempo ha risposto chiedendo maggiore rispetto per la propria vita privata). Il suo amico Berlusconi non si è lasciato sfuggire l’occasione per cercare di sdrammatizzare e lo ha fatto sorridendo e mimando l'atto di puntare un fucile o un mitra all’indirizzo della giornalista che aveva rivolto l'«impertinente» domanda.La cosa avrebbe potuto anche finire lì, se non fosse che del gesto si è riparlato anche al termine della conferenza stampa. I due leader, circondati da decine di telecamere e di giornalisti, sono tornati sulla vicenda. In particolare Silvio Berlusconi, rivolgendosi alla giovane minuta cronista ha detto: «L'aspettiamo da noi la prossima volta». Quindi dopo aver presentato uno ad uno i giornalisti italiani presenti al leader russo gli ha indicato un noto «retroscenista» italiano dicendogli: «Tu ma lasci questa giornalista e io ti mando lui». Ma la vicenda è continuata anche più tardi perchè la cronista russa ha attirato l'attenzione dei cronisti che hanno notato i suoi occhi lucidi trovandola visibilmente scossa. E a chi gli chiedeva del suo stato d'animo, ha spiegato: «Ho visto il gesto di Berlusconi ma so che il vostro presidente è abituato agli scherzi. Non avrà alcuna conseguenza». Sembra invece che a turbarla sia stato uno sguardo fulminante del capo del Cremlino, che evidentemente non aveva gradito la domanda. La cronista è stata poi confortata da un addetto all'informazione del governo russo che ha assicurato a lei e ai giornalisti italiani che il monito di Putin a non mettere il naso nelle sue faccende private «non era rivolto a lei personalmente ma alla stampa in genere». Corriere.it Dalla caduta dell’Unione Sovietica sono stati uccisi oltre quaranta giornalisti. Quattordici sono stati eliminati nell’era Putin.

martedì, 08 aprile 2008, 17:50
Un'opera teatrale è stata censurata in questi giorni in Daghestan, repubblica russa al confine con la Cecenia. La rappresentazione, dal titolo "Nelle tue mani...", aveva come tema centrale la vicenda degli ostaggi del teatro Dubrovka, a Mosca nel 2002. Dopo la prima di venerdì scorso, con una scusa sono state annullate le repliche di sabato e domenica, secondo il regista Skandarbek Tulparov su ordine del presidente daghestano Mukh Aliev, il quale nega l'intervento censorio. "C'è la mano di Mosca", sentenzia Tatiana Karpova, la presidentessa dell'organizzazione 'NordOst', che si occupa delle famiglie dei morti e dispersi nella vicenda del teatro Dubrovka. Un caso di censura "senza precedenti", secondo lo scrittore russo Viktor Erofeev, che "attenta alla libertà di espressione".
giovedì, 03 aprile 2008, 23:30
Arseny Makhlov, fondatore del settimanale indipendente 'Dvornik', pubblicato nella città occidentale di Svetlogorsk (regione di Kaliningrad.) è stato pugnalato due volte alla schiena da un individuo non identificato che lo ha assalito mentre l’editore russo stava lasciando un ristorante. Makhlov è stato condotto in ospedale per breve tempo e poi dimesso. Secondo Makhlov l’attacco è da collegare alla sua attività di giornalista. Il settimanale 'Dvornik' si occupa di questioni politiche e sociali, e spesso critica le azioni del governo locale. Secondo l’agenzia di stampa Regnum, un recente articolo apparso su Dvornik metteva in risalto il dubbio acquisto di un edificio storico da parte di una compagnia privata. La pubblicità ha attirato l’attenzione del governatore di Kaliningrad, che ha dichiarato di non voler permettere l’uso improprio dello stabile.
venerdì, 21 marzo 2008, 23:14
Due giornalisti uccisi nello stesso giorno. Uno è stato trovato cadavere nel suo appartamento a Mosca. L'altro a Makhatchkala, capitale della repubblica del Daghestan (Caucaso russo). Il primo strangolato, al secondo hanno sparato in auto mentre guidava. Luoghi, modalità e dinamiche diverse ma i due delitti hanno un legame molto forte: entrambi i reporter erano esperti di affari caucasici per i rispettivi media. La polizia è cauta nello stabilire nessi e causalità tra i due delitti. Ma ce ne è quanto basta per mettere in allarme la comunità internazionale e russa dei reporter. Repubblica.it
Dalla caduta dell’Unione Sovietica sono stati uccisi oltre quaranta giornalisti. Quattordici sono stati eliminati nell’era Putin. Su quanti di questi delitti è stata fatta luce?
|