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L'inferno Cecenia
"Dalla caduta dell’Unione Sovietica sono stati uccisi oltre 40 giornalisti. Dodici reporter sono stati eliminati nell’era Putin. Su quanti di questi delitti è stata fatta luce?" ![]() Anna Politkovskaya, uccisa il 7 ottobre 2006 ![]() Antonio Russo, ucciso il 16 ottobre 2000 |
E' accusato di complicità con gli assassini della giornalista russa Anna Politkovskaya, uccisa il 7 ottobre di un anno fa, Shamil Buraev, un ex dirigente locale dell'amministrazione cecena filorussa. Ad annunciarlo e' il legale di Buraev, Piotr Kazakov. Buraev avrebbe ottenuto l'indirizzo della giornalista da un membro dei servizi segreti russi e l'avrebbe comunicato ai presunti killer. L'arresto
Come se trovare l'indirizzo fosse così difficile. Allora non più mandante ma complice.
Esercitazione anti-terrorismo in Cecenia, nell'indifferenza della popolazione locale, sotto le foto dei due Kadyrov: Ramzan, a sinistra, attuale presidente della Repubblica ex sovietica, e Akhmad, suo padre e predecessore.
Chi è il mandante dell'omicidio di Anna Politkovskaja? Il 24 agosto scorso, quando il procuratore Chajka riferiva alla stampa dei fermi di 9 persone, coinvolte nell'assassinio della giornalista, Articolo 21 aveva commentato la notizia con un certo scetticismo. Nell'intervista al leader del Fronte Civico unito Garry Kasparov, pubblicata dal nostro sito quel giorno, è apparsa l'unica richiesta sensata da porre alla procura russa: fateci i nomi dei mandanti. Abbiamo sempre detto che l'inchiesta sull'omicidio di Anna è piena di condizionamenti politici, false piste, fughe di notizie. Abbiamo sottolineato fin dall'inizio che si tratta di un omicidio influente per gli scenari politici futuri della Russia. Oggi Komsomolskaja pravda ci parla della svolta nelle indagini. Secondo il quotidiano di Mosca, ad organizzare l'assassinio di Anna sarebbe stato Shamil Buraev. L'ex capo del distretto ceceno di Acho-Martan, uno degli ex candidati alla presidenza della repubblica caucasica, si trova in carcere. Il fermo di Buraev è stata disposto dalla procura del distretto di Basman della capitale russa il 13 settembre. Secondo il giornale, il colonnello dei servizi segreti Pavel Riagusov avrebbe fornito a Buraev l'indirizzo di Anna. I due – racconta la Komsomolskaja pravda – si sarebbero conosciuti nel 2001 in Cecenia durante una riunione di governo. Buraev ammette di conoscere Ryaguzov, ma nega qualsiasi coinvolgimento nell'assassinio della Politkovskaja. Per una serie di circostanze e coincidenze Buraev avrebbe potuto sapere qualcosa, essere a conoscenza dei movimenti attorno alla giornalista scomoda, ma sicuramente non è un organizzatore, né un mandante.Ma perché una notizia così gira il mondo? A chi conviene far vedere che il caso di Anna sia praticamente risolto? Intanto la Novaja gazeta che conduce l'inchiesta parallela a quella di Chaika ha denunciato più volte le “misteriose” fughe di notizie. La redazione ha commentato con molta attenzione e se voliamo “avarizia” i risultati raggiunti dalla procura. La Novaja è vigile. Ma questa volta il giudizio è netto: “Stiamo assistendo alle continue rivelazioni sul caso di Anna. La fuga di notizie serve a compromettere le indagini. Tutto questo viene fatto al fine di impedire che i veri mandanti siano individuati. I tribunali sia quelli generali che militari non impediscono in nessun modo fuga di notizie. Pensiamo che sia una strategia messa in atto per distruggere l'inchiesta”. L'ipotesi del procuratore Chaika sul fatto che il mandante dell'omicidio di Anna si trovi all'estero ed agisca a scopo di destabilizzare la Russia è dubbia. Intanto il primo ministro russo Fradkov è stato fatto dimettere “in vista dei cambiamenti politici in arrivo”, gira la voce sull'eventuale modifica costituzionale per permettere al leader del Cremlino di candidarsi per il terzo mandato presidenziale. Putin invita l'Europa a rinunciare a certe illusioni atlantiche. Lo zar non pensa di mollare. Maria Magarik Articolo21
Fra tre settimane sarà il primo anniversario della morte di Anna Politovskaya. Sotto accusa naturalmente (da subito) il Cremlino a cui la coraggiosa giornalista russa da tempo creava grattacapi. E proprio con il montare della reazione internazionale, Putin - dopo un silenzio agghiacciante - adesso sforna notizie ogni giorno. Arresti gratuiti, incriminazioni improbabili frutto di un'inchiesta dai contorni misteriosi visto che sono stati cacciati di botto gli investigatori che indagavano sull'omicidio sostituiti non si sa da chi. Stamattina a Mosca hanno catturato Shamil Durayev: sarebbe lui, secondo le autorità, ad aver organizzato l'assassinio di Anna. Insomma, il mandante. Bisogna sapere però che l'obiettivo degli attacchi della Politovskaya è sempre stato Ramzan Kadirov, presidente ceceno pupazzo del Cremlino. Lo aveva sempre accusato direttamente, anche nell'ultimo articolo, per le torture a Grozny. E proprio Kadirov aveva cacciato Durayev: nel 2003, tre anni prima dell'omicidio di Anna. Insomma Durayev nemico giurato di Kadirov: e perchè doveva uccidere la giornalista? Mi ricorda tanto quando fui rapinato a Mosca, nell'immediato post-comunismo. Quando andai al commissariato per la denuncia, mi fecero vedere le foto segnaletiche di tutti ricercati ceceni. Io, che frequentavo da due anni la Russia e capivo molte parole, a spiegare: ma no, sono russi, non ceceni. E loro niente: sono ceceni, siamo sicuri. So anche, per tornare alla notizia di oggi, che la "Komsomolskaya Pravda" (la verità dei giovani comunisti) che ha lanciato ed enfatizzato l'arresto è vicinissima a Putin. Probabilmente ha ragione Ilia, il figlio di Anna: "In Russia è cominciata la campagna elettorale e c'è chi vuol ripulirsi la faccia". Il popolo russo è paziente, fatalista ma non stupido. E non dimentica. Articolo21
L'ex capo del distretto ceceno di Achkoi-Martan, Shamil Burayev, è stato arrestato nelle ultime ore dalla polizia russa con il sospetto di avere organizzato l'assassinio della giornalista Anna Politovskaya, la giornalista democratica uccisa con la complicità di funzionari e agenti segreti russi. A riferirlo è l'edizione odierna del quotidiano "Komsomolskaya Pravda". Secondo quanto riferito, l'arresto è stato eseguito mentre l'uomo di trovava a bordo della sua automobile nella capitale russa. Burayev è stato per otto anni il responsabile del distretto ceceno di Achkoi-Martan. Nel 2003 fu cacciato dall'allora presidente Razman Kadyrov. Voce critica della guerra in Cecenia, Politkovskaya aveva denunciato gli abusi commessi dalle forze militari russe e del governo del premier ceceno Ramzan Kadyrov, sostenuto da Mosca. Sulla piccola repubblica del Caucaso russo, e sul suo uomo forte Kadirov, che gode della benedizione del Cremlino, converge lo sguardo di tutti, a partire dalla redazione di "Novaia Gazeta". «Non sappiamo chi e perché l'abbia uccisa, ma possiamo avanzare due ipotesi: la prima, - si legge nel sito del periodico - è quella di una vendetta di Kadirov per quello che lei aveva scritto e continuava a scrivere su di lui; la seconda, l'azione di qualcuno che ha cercato di addossare la colpa al premier ceceno per impedirgli di arrivare alla presidenza della Cecenia». La giornalista, rivelano il direttore e il vicedirettore del quotidiano, aveva già raccolto molte testimonianze su casi di rapimenti e le foto di diversi corpi che presentavano inequivocabili segni di tortura in Cecenia. L'ultimo articolo al quale Politkovskaia stava lavorando trattava della pratica della tortura in Cecenia, ha rivelato all'emittente privata Ntv Vitali Iaroshevski, collega di Anna: «Lo aspettavamo per l'edizione del giorno in cui Anna è stata uccisa, forse lo aveva già scritto». Era corredato da «fotografie molto importanti a riprova del contenuto», ha aggiunto: quel materiale è nelle mani degli inquirenti, che hanno anche fatto sequestrare il computer della giornalista. La Federazione internazionale per i diritti umani ritiene che l'ultimo articolo di Politkovskaia «coinvolgeva direttamente Ramzan Kadirov» in quelle vicende di abusi. Ma il premier della piccola repubblica caucasica, che basa il suo potere su una corte di feroci pretoriani, ha sempre respinto sdegnato la "pista cecena": «Fare supposizioni senza avere basi e prove vuol dire alimentare voci e pettegolezzi, e questo non rende onore né alla stampa, né ai politici», aveva affermato. Ora la "pista cecena" ha anche un nome. Gli inquirenti verificheranno se è quello giusto. L'Unità postato da latorredibabele · permalink · commenti (1)
Un mandato di cattura e' stato emesso da un tribunale militare di Mosca nei confronti di Pavel Ryaguzov, colonnello dei servizi di intelligence russi, l'Fsb, come persona coinvolta nell'omicidio della giornalista Anna Politkovskaja. Lo riferiscono le agenzie. La corte aveva gia' deciso per l'arresto di Ryaguzov, senza pero' prima d'ora parlare di un suo diretto coinvolgimento nel caso.
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