Dal sito del Consiglio d'Europa (Rif. 275i(2007) - 03.05.2007 - Giornata mondiale della libertà di stampa: a sette mesi di distanza, non sappiamo ancora chi ha ucciso Anna Politkovskaya
Dichiarazione di Terry Davis, segretario generale del Consiglio d’Europa. Strasburgo, 03.05.2007 – A distanza di sette mesi dal brutale assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaya, avvenuto di fronte alla sua abitazione a Mosca, non conosciamo ancora chi ha commesso tale omicidio o chi l’ha ordinato. Purtroppo, negli ultimi anni, l’assassinio di un giornalista russo non rappresenta un caso isolato e il fatto che, finora, pochissime inchieste relative a tali omicidi abbiano raggiunto una conclusione, è sempre più preoccupante. Non è necessario che l’impunità per i crimini contro i giornalisti sia intenzionale per soffocare la libertà di espressione.Come Stato membro del Consiglio d’Europa, la Federazione russa è tenuta al rispetto delle libertà fondamentali garantite dalla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo. Si tratta dei diritti e delle libertà di tutti i cittadini russi: se le autorità russe riusciranno o meno a trovare e punire gli assassini di Anna Politkovskaya, saranno i cittadini russi che, in definitiva, vinceranno o perderanno.”
L’Unesco ha deciso di assegnare ad Anna Politkovskaya, la giornalista russa assassinata lo scorso anno, il premio ‘Guillermo Cano per la libertà di stampa’ 2007. “Anna Politkovskaya ha dimostrato un incredibile coraggio e determinazione nel riportare gli eventi in Cecenia dopo che il mondo intero aveva dimenticato quel conflitto” si legge nella motivazione con cui una giuria internazionale di quindici giornalisti ha spiegato i motivi del riconoscimento postumo alla giornalista scomparsa. (...) La cerimonia di consegna si svolgerà il 3 maggio, giornata mondiale della libertà di stampa. Per l’occasione è stata scelta come sede della cerimonia Medellin, in Colombia, città natale di Guillermo Cano, il giornalista alla cui memoria è stato istituito il premio e che 20 anni fa fu assassinato a causa delle sue denunce contro i baroni nel narcotraffico. (Misna)
Qualche anno fa, a Bogotà, incontrai la vedova di Guillermo Cano. Pablo Escobar, l'uomo che ordinò di ucciderlo, era ancora vivo e comandava il narcotraffico mondiale.
Bogotà - (...) Non è scappata neppure una signora coraggio. Gli obiettivi dei narcos sono i poliziotti, i giudici e spesso i giornalisti che denunciano le collusioni. Il maggiore quotidiano della capitale, "El Espectador" è da anni sotto tiro: sei redattori sono stati uccisi e anche il direttore Guillermo Cano, il primo ad attaccare Escobar. Incontriamo la sua vedova. "La mia vita oggi è molto agitata. Come si fa a pensare di rischiare la vita per un articolo o un titolo. Non sono coraggiosa, ma bisogna fare qualcosa". Anamaria Cano in realtà è molto forte perchè ha il coraggio del pudore. Quasi piangendo, di nascosto, ci confida un desiderio. D'incontrare per una volta i criminali. Per chiedergli perchè. Il perchè di tutta questa violenza, dell'odio. Per chiedergli come fanno a dormire. Soprattutto per chiedergli se un giorno smetteranno.